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  • Riabitare il Sud: 4 territori accedono alla seconda fase del bando

    Riabitare il Sud: 4 territori accedono alla seconda fase del bando

    24 Febbraio 2026

    Oltre 260 piccoli comuni e più di 200 enti di terzo settore hanno risposto, insieme, al bando promosso dalla Fondazione con il Sud per favorire la rigenerazione demografica dei territori attraverso una strategia integrata di sviluppo locale. Tra le 57 proposte ricevute, 4 ora accedono alla fase di co-progettazione per la definizione delle proposte esecutive. I territori interessati sono le Madonie in Sicilia, la Locride in Calabria, il Cilento e il Sannio in Campania.

    La Fondazione con il Sud ha deliberato le quattro proposte che saranno ammesse alla seconda fase di “Riabitare il Sud – Bando di sviluppo locale per la rigenerazione del Sud Italia”. L’iniziativa sperimentale si rivolge a piccoli comuni e organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento attraverso interventi di rigenerazione demografica e di rivitalizzazione delle comunità. Sono state complessivamente 57 le candidature al bando, capaci di attivare e coinvolgere 260 comuni e 204 enti del terzo settore. Attraverso il bando, la Fondazione con il Sud mette a disposizione 8 milioni di euro per 4 territori che includano un’area di almeno tre comuni tra loro confinanti, in cui risiede una popolazione complessiva non superiore a 20.000 abitanti e in cui sia attivo un SAI (sistema accoglienza e integrazione).

    I territori coinvolti dalle quattro proposte selezionate sono: l’area delle Alte Madonie, in provincia di Palermo, e in particolare un territorio che comprende 7 piccoli comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula); una piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria e in particolare 3 comuni per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia); un’area del Cilento, in provincia di Salerno, che comprende 4 comuni per un totale di quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca); un’area del Sannio che comprende 10 piccoli comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, che si estendono nella provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).

    “La risposta dei territori all’iniziativa sperimentale che abbiamo messo in campo ci dà speranza e fiducia verso la volontà e la capacità di mettersi insieme, creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori per chi decide di restare, tornare, arrivare o fermarsi al Sud”, sottolinea Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. “Nonostante i criteri stringenti, c’è stata una partecipazione significativa. Tutte le comunità coinvolte, al di là delle quattro che accedono alla seconda fase di Riabitare il Sud, meritano un grande plauso ma anche l’attenzione delle istituzioni per il grande sforzo di immaginare un futuro diverso dallo spopolamento e soprattutto di superare le criticità mettendo in campo visione e pragmatismo, costruendo alleanze e prospettive per giovani e comunità locali. Il 4 marzo abbiamo convocato una riunione con i rappresentanti di tutti i partenariati non ammessi alla seconda fase del bando per valutare possibili iniziative finalizzate a collaborare per l’implementazione di azioni utili per attivare processi di rigenerazione demografica anche in altre aree del Sud”.  

    Il bando si articola in due fasi distinte. Nel corso della prima fase, quella appena conclusa, i territori si sono candidati formulando una “manifestazione di interesse”, specificando le informazioni sul “gruppo promotore” della candidatura, sulla strategia pluriennale di rivitalizzazione del territorio e sulle azioni progettuali che, nel breve e medio termine, si intende avviare per dare seguito alla strategia.

    Nella successiva fase di progettazione esecutiva, verrà attivato in ognuno dei 4 territori selezionati un un “gruppo di coordinamento territoriale” composto dai referenti degli enti che hanno presentato la manifestazione di interesse e dai collaboratori della Fondazione con il Sud, compresi i consulenti esperti. I progetti esecutivi saranno approvati entro la fine del 2026.

    Il Bando “Riabitare il Sud” rappresenta una delle principali azioni strategiche del piano triennale 2025-27 della Fondazione con il Sud, che punta a contrastare i processi di spopolamento delle regioni meridionali e a favorire percorsi di rigenerazione demografica e sociale delle comunità. Dal 2001 al 2023, il Mezzogiorno ha perso 730 mila residenti. Guardando alle stime dello scenario “medio”, dunque non quello peggiore, nel 2080 il Sud avrà perso 8 milioni di abitanti contro i 5,2 milioni del Centro-Nord, concentrati soprattutto nelle classi di età più giovani.

  • Fondazione con il Sud premiata come “buona notizia” dell’anno

    Fondazione con il Sud premiata come “buona notizia” dell’anno

    16 Febbraio 2026

    Nella foto, insieme agli organizzatori, i premiati: Esma Cakir, Stefano Consiglio, Gian Antonio Stella e Angela Iantosca
    Nella foto, insieme agli organizzatori, i premiati: Esma Cakir, Stefano Consiglio, Gian Antonio Stella e Angela Iantosca

    Sabato 14 febbraio, presso la Biblioteca del Seminario di Caserta, si è tenuta la diciassettesima edizione del Premio “Buone Notizie, il riconoscimento dedicato all’informazione solo corretta e equilibrata, in grado di raccontare la normalità positiva della società.

    In questo contesto, la Fondazione con il Sud è stata premiata come “buona notizia dell’anno”, per il suo ruolo di grande “incubatore” di buone pratiche e per l’impegno costante nel promuovere lo sviluppo civile e sociale del Sud Italia. Il premio è stato ritirato dal Presidente Stefano Consiglio.

    Accanto al premio per la Fondazione, la manifestazione ha visto protagonisti i vincitori della sezione giornalistica. Sono stati premiati Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera, la giornalista turca Esma Çakir e l’inviata Angela Iantosca.

    Il Premio Buone Notizie è organizzato dall’Ucsi Caserta Aps insieme con il «Corriere Buone Notizie» del Corriere della Sera per la «Buona Notizia dell’Anno». Gode inoltre del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti nazionale e della Campania; della Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici italiani; del Sindacato dei giornalisti casertani, con l’Assostampa; dell’Ucsi, Unione stampa cattolica italiana.

  • Beni confiscati: nuovo regolamento, presentazione

    Beni confiscati: nuovo regolamento, presentazione

    13 Febbraio 2026

    GIOVEDÌ 5 MARZO PRESENTAZIONE DEL REGOLAMENTO DELLA FONDAZIONE CON IL SUD PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE. 2 MILIONI DI EURO A DISPOSIZIONE. L’ANBSC PRESENTA LE MODALITA’ DI CANDIDATURA PER L’ASSEGNAZIONE DEI BENI.

    EVENTO ONLINE ALLE ORE 10 SUL SITO DELLA FONDAZIONE CON IL SUD

    Sono 2 milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Fondazione con il Sud per la seconda annualità del Regolamento “a richiesta”, rivolto a enti di terzo settore che per la prima volta si metteranno in rete per valorizzare beni che non siano già stati sostenuti dalla Fondazione. L’Agenzia presenterà le modalità di candidatura per l’assegnazione di beni confiscati. 

    La Fondazione con il Sud ha pubblicato la seconda annualità del Regolamento “a richiesta” per il sostegno a interventi per la valorizzazione di beni confiscati alle mafie in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Il regolamento, a partire dal 2025 e per tutto il triennio 2025 -2027, prevede una modalità erogativa “a sportello” rivolta agli enti di terzo settore che per la prima volta decidono di mettersi in rete per un percorso di valorizzazione di beni confiscati che non siano stati già oggetto di finanziamento da parte della Fondazione, attraverso iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo, capaci di favorire lo sviluppo e la riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento.

    Il Regolamento sarà presentato il 5 marzo alle ore 10.00, a ridosso dei 30 anni della legge 109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati, in un evento pubblico ONLINE insieme all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), con la quale la Fondazione ha sottoscritto a gennaio un importante Protocollo d’intesa per favorire i processi di valorizzazione dei beni confiscati da parte del Terzo Settore. L’ANBSC, nella stessa occasione, presenterà le modalità di candidatura per l’assegnazione dei beni confiscati. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul sito della Fondazione con il Sud tramite il canale Youtube della Fondazione. Interverranno: il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, e il direttore dell’Agenzia, Prefetto Maria Rosaria Laganà.

    Ammontano complessivamente a 2 milioni di euro le risorse private messe a disposizione dalla Fondazione per la seconda annualità del Regolamento, con un contributo massimo di 400 mila euro per progetto presentato e selezionato. Il partenariato di progetto, promosso da un Ente di Terzo Settore, dovrà essere composto da tre o più organizzazioni, almeno due delle quali appartenenti al mondo del Terzo settore. Nei progetti potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, consorzi privati e imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale. Due le fasi del processo di selezione: la prima di presentazione di un’idea progettuale e di verifica dei principali requisiti di ammissibilità; la seconda dedicata allo sviluppo dell’idea attraverso la redazione, con il supporto degli uffici della Fondazione, di un progetto esecutivo comprensivo di un dettagliato piano di attività e costi, degli indicatori di risultato e impatto, di un piano di sostenibilità.

    Le proposte potranno essere presentate entro il 10 dicembre 2026. I termini di chiusura potranno variare in relazione alla disponibilità residua delle risorse stanziate; in tal caso ne verrà data comunicazione pubblica.

    La Fondazione con il Sud è l’organizzazione più impegnata nella valorizzazione dei beni confiscati nel nostro Paese, con oltre 100 beni valorizzati al Sud dal 2006 ad oggi per un impegno economico di 25,8 milioni di euro. Nel 2025, attraverso il nuovo regolamento “a richiesta”, sono stati selezionati 7 progetti di valorizzazione di beni confiscati, che saranno avviati in Campania (a Santa Maria la Fossa, in provincia di Caserta e a Giugliano in Campania in provincia di Napoli); in Sicilia (a Siracusa e a Menfi in provincia di Agrigento); in Calabria (a Reggio Calabria); in Sardegna (a San Teodoro in provincia di Sassari); in Puglia (a Cavallino in provincia di Lecce).

  • Bando Storico-artistico e culturale: online le FAQ

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    Bando Storico-artistico e culturale: online le FAQ

    13 Febbraio 2026

    Sono disponibili le FAQ per la partecipazione al Bando Storico-artistico e culturale 2025. Il documento integrale è consultabile e disponibile per il download nella sezione “Bandi e iniziative”, in particolare al seguente link. Nella sezione FAQ del sito, invece, è presente l’elenco delle domande con le relative risposte per una consultazione più agevole da smartphone e altri dispositivi mobili.

    Il bando è promosso dalla Fondazione con il Sud con l’obiettivo di valorizzare beni immobili pubblici con un rilevante valore storico-artistico e culturale attualmente non utilizzati o sottoutilizzati, per restituirli alle comunità e farne un luogo in cui la cultura diventa strumento di sviluppo, coesione e inclusione sociale. Adisposizione complessivamente 4 milioni di euro per sostenere progetti che vadano in questa direzione nei territori urbani e periurbani dei comuni con almeno 50.000 abitanti, in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Scade il 18 marzo 2026.

    Tutte le informazioni e la documentazione sono disponibili al seguente link.

  • Al via la nuova edizione di “Adotta uno scrittore”

    Al via la nuova edizione di “Adotta uno scrittore”

    11 Febbraio 2026

    Grazie all’iniziativa, giunta alla XXIV edizione, scrittrici e scrittori, fumettisti, illustratrici e illustratori, giornaliste e giornalisti, musicisti, saggisti e studiosi entrano nelle classi delle scuole, delle carceri e degli ospedali italiani. Coinvolte anche le 6 regioni del Sud.

    Progetto ideato e organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino sostenuto dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria in collaborazione con la Fondazione con il Sud. 

    “Adotta uno scrittore, una scrittrice” – apprezzato progetto didattico e culturale nelle scuole piemontesi e italiane, dalle elementari all’università, e presente anche in carceri e ospedali– varca per la prima volta i confini nazionali e vola ad Addis Abeba con la scrittrice Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino. In totale, 40 autrici e autori incontreranno studentesse e studenti di 40 scuole, carceri e ospedali di 9 regioni italiane, dal nord al sud della penisola.

    Propulsore di incontri, scambi, riflessioni, “Adotta uno scrittore, una scrittrice” è un progetto ideato e organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino ed è sostenuto dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria, in collaborazione con la Fondazione con il Sud e con Iveco Group.

    Alle autrici e agli autori è lasciata la libertà di ideare il percorso all’interno delle classi, senza alcun vincolo particolare, se non quello di partire dai libri e dalla lettura, per offrire opportunità di discussione e riflessione, non solo sulla narrazione e la scrittura, ma anche sull’attualità e sui temi della contemporaneità. Grazie a questa specificità del progetto, gli appuntamenti in classe favoriscono uno scambio profondo e continuativo tra autrici, autori, studentesse e studenti, creano condivisione di esperienze, interessi ed emozioni e diventano occasioni in cui il libro si fa portatore di dialogo, relazione, confronto, scoperta, comprensione del mondo e di se stessi.

    La XXXIV edizione coinvolgerà 972 studentesse e studenti delle scuole e carceri di Piemonte, Liguria, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, tra febbraio e maggio 2026. Ogni adozione prevede tre appuntamenti in classe per ciascuna autrice e ciascun autore adottati e il quarto conclusivo lunedì 18 maggio alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

    Le autrici e gli autori adottati

    Scrittrici e scrittori, fumettisti, illustratrici e illustratori, giornaliste e giornalisti, musicisti, saggisti e studiosi entrano nelle classi delle scuole, delle carceri e degli ospedali italiani.

    Annalena Benini sarà all’Istituto Statale Omnicomprensivo Galileo Galilei di Addis Abeba dal 16 al 21 febbraio.

    Oltre a lei, quest’anno saranno adottati: la giornalista Francesca Mannocchi, tra le più apprezzate reporter nei territori di conflitto, autrice di Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi) e dello spettacolo Crescere, la guerra, portato in scena con le musiche di Rodrigo d’Erasmo (Saluzzo); Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, autore di L’ombelico del sogno. Un viaggio onirico (Einaudi), dedicato ai sogni, ora in libreria con Farsi male (Einaudi) sulle tante sfaccettature del masochismo (Alessandria); Licia Troisi, l’autrice fantasy italiana più venduta al mondo, autrice di Uscimmo a riveder le stelle (Marsilio), una nuova indagine per l’astrofisico Stelle, che porta i lettori nel complesso mondo della ricerca scientifica (Alghero); lo scrittore Matteo B. Bianchi, autore di Il romanzo che hai dentro (Utet) e La vita di chi resta (Mondadori), vincitore dell’Orbetello Book Prize 2023, testimonianza di come, anche nelle pieghe di un dolore indicibile, la scrittura possa ancora salvare (Ivrea); Antonella Lattanzi, scrittrice e sceneggiatrice, autrice di Chiara (Einaudi), storia che parla di amicizia e del suo potere di tenerci in vita e darci rifugio quando attorno tutto sembra buio, tra gli ostacoli della realtà (Lecce); Guido Catalano, poeta e scrittore, autore della raccolta di poesie dal registro comico e ironico Ogni volta che mi baci muore un nazista, edito da Rizzoli (Torino); il rapper Francesco “Kento” Carlo, da sempre impegnato in ambito sociale attraverso la musica, autore di Il nonno, il rapper e altri ribelli (Piemme), storie di persone comuni che si sono ribellate a leggi ingiuste, tra nonni perseguitati dal fascismo, liceali impegnate per il clima e studiosi che hanno sfidato convenzioni sociali (Torino); Daniele Mencarelli, scrittore e poeta, autore di Adelmo che voleva essere settimo (Mondadori), una favola per ragazzi che racconta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, con tutte le paure, le scelte e il coraggio che ne conseguono (Montalbano Jonico); Enrica Tesio, scrittrice e copywriter, in libreria con Cose che ti dico mentre dormi (Bompiani) in cui, con ironia e sensibilità, esplora le dinamiche familiari attraverso un dialogo intimo e notturno, affrontando temi come amore, perdita e crescita (Torino); Nicoletta Verna, ora in libreria con il suo romanzo d’esordio nella letteratura per ragazze e ragazzi L’inverno delle stelle, edito da Rizzoli Ragazzi (Demonte); Sascha Naspini, scrittore, autore di Ragazzo (E/O edizioni), che racconta il labirinto pericoloso dell’adolescenza, la provincia, l’odio per sé stessi e la voglia di “mangiarsi” il mondo (Trebisacce); Giorgio Scaramuzzino, attore, regista e autore di libri per ragazzi, in libreria con Nasi rossi. La pace può iniziare da un sorriso (Salani), che parla di speranza, di empatia e del potere salvifico dell’immaginazione; l’apprezzata autrice de I giorni di Vetro, edito da Einaudi (Finale Ligure); Patrizia Rinaldi, scrittrice specializzata in testi teatrali, autrice di Capa gialla (Sinnos), una storia intensa e commovente di un ragazzo in bilico tra rabbia e tenerezza, tra desiderio di ribellione e bisogno di riscatto (Atena Lucana); Marco Magnone, scrittore ed editor, autore della fortunata saga Berlin, scritta con Fabio Geda, e del nuovissimo La notte delle lucciole, edito da Mondadori (Lipari, insieme a Fondazione Sanlorenzo); Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore, autore di Elena. Storia di Elena Colombo. Una bambina sola nella Shoah (Giuntina), storia della breve vita di Elena, cugina del padre dell’autore, unica bambina ebrea italiana che ha affrontato da sola l’arresto, la detenzione e la deportazione (Domodossola); Francesco Muzzopappa, autore del romanzo umoristico La contessa va in crociera (Solferino) in cui la sua eroina, snob e sarcastica, affronta una nuova avventura e, per risollevarsi dalla crisi finanziaria, partecipa dietro ricompensa a una crociera (Torino); Yaryna Grusha, ucraina, docente di Lingua e Letteratura ucraina all’Università Statale di Milano, autrice di L’album blu (Bompiani), romanzo di ispirazione autobiografica, a quarant’anni dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl (Enna); Francesco Gungui, con i libri Meta (vincitore della IV edizione del Premio di letteratura sportiva Gianni Mura per la sezione “Fuoriclasse”) e Meta 2 – Una storia di rugby e amicizia (Il Castoro), che raccontano storie di vita, passione, coraggio e amicizia attraverso il rugby (Settimo Torinese); Marilena Umuhoza Delli,  fotografa, scrittrice, e regista italo-ruandese, autrice di Rosa Parks che restò seduta (Einaudi Ragazzi), sulla lotta per l’uguaglianza e per i propri diritti, raccontata attraverso la storia di una donna coraggiosa che disse no alle leggi sulla segregazione razziale (Genova); Ferdinando Cotugno, giornalista e scrittore, autore di Tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi (Guanda), romanzo autobiografico in cui tre generazioni (nonni, genitori e figli) diventano unità di misura del cambiamento climatico (Carmagnola); Nicola Brunialti, pubblicitario, scrittore e autore televisivo, autore di Un cielo di stelle a casaccio (Lapis), dedicato a tre ragazzi che stringono amicizia in un centro fisioterapico (Torino); Alessia Rossi, ideatrice di corsi di scrittura ed educazione alla lettura, autrice di La borda. Con blocchetto appunti (Edizioni Piuma), in cui prende spunto dal folklore locale per creare una fiaba sul potere delle storie (Genova); Boban Pesov, fumettista, artista e youtuber, autore del graphic novel C’era una volta l’Est (Tunué), un viaggio verso la Macedonia del Nord di una coppia di trentenni, con le proprie difficoltà, tra i ricordi di una famiglia segnata dalla guerra e dalla lotta per la sopravvivenza (La Spezia); Giulio Macaione, fumettista e illustratore, i cui libri sono tradotti in diversi Paesi, docente alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, autore di Stella di Mare e Scirocco, entrambi pubblicati da Bao Publishing (Genova); Daniele Bonomo (Gud), fumettista e graphic novelist per bambini e bambine, autore di Terry Time e il coraggio della Resistenza (Tunué), che attraverso le avventure del bambino Terry racconta l’antifascismo a bambini e bambine (San Damiano d’Asti); Andrea Antinori, illustratore per case editrici italiane e straniere, autore del silent book Solo una notte (Corraini), sulle meraviglie dei paesaggi notturni (Verrua Savoia); Valentina Maselli, attrice, regista e drammaturga, autrice di albi illustrati, molti dei quali pubblicati da Sabir, come Domani e Il re saggio (Scarmagno); Giovanni Colaneri, autore dell’albo illustrato Hortus rapsody (Ideestortepaper), che accompagna i piccoli in un viaggio sensoriale attraverso un giardino paradisiaco (Rivoli); Alessandro Barbaglia, narratore, poeta e libraio, autore di Il ladro geniale (De Agostini), un giallo avventuroso che intreccia misteri, arte e colpi di scena (Torino); Simone Rea, illustratore del libro per bambine e bambini Non avrò più paura di Jean-François Sénéchal (EDT Giralangolo), sul dramma della fuga dalla guerra e sul coraggio di affrontare ciò che più ci spaventa (Torino); Giuseppe Ferrario, autore di Al di là del fiume. Il cavaliere doppio (Terre di Mezzo), un fumetto di grande formato, con la stessa storia – un paese in cui scoppia una guerra tra due fazioni – narrata da due punti di vista diversi (Chivasso); Matteo Corradini, scrittore e studioso della lingua ebraica, autore di La spada non mi ha salvata (Pelledoca), sulla vita di Helene Mayer, bionda regina del fioretto, ebrea nella Germania nazista, prodigio sportivo internazionale e figura controversa alle Olimpiadi del 1936 a Berlino (Incisa Scapaccino); Fulvia Degl’Innocenti, giornalista e scrittrice di libri per ragazzi, autrice del libro per bambine e bambini Assediata (Paoline Editoriale Libri), che rievoca la guerra nei territori della ex Jugoslavia agli inizi degli anni ‘90 e l’assedio della città di Sarajevo (Biella); Francesco Zamboni, scrittore ed editor, autore del graphic novel Giacomo & Giacomo. Matteotti e il coraggio della verità (Carthusia), che, tra presente e passato, racconta il valore storico, politico e umano di una figura emblematica della difesa dei diritti civili (Torino); Nicoletta Gramantieri, responsabile di Salaborsa Ragazzi di Bologna, autrice del romanzo di suspense Mal di nebbia (Emons), ambientato sulle colline romagnole, poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale (Torino); Maddalena Vianello, esperta di politiche di genere, femminista, autrice di Era andata a finire così (Fandango), storia di una giovane donna fra cadute, rinascite e lotta politica accanto alle compagne di fabbrica (Alba); Gianluca Taraborelli (Johnny Mox), musicista, giornalista e autore di podcast, autore del graphic novel Polifonia (Coconino), un inedito racconto di migrazione e sulla società contemporanea come luogo di differenze e complessità sempre crescenti (Torino).

    In più di vent’anni di attività, “Adotta uno scrittore, una scrittrice” ha saputo creare non solo significativi momenti di approfondimento sulla lettura e formative occasioni di confronto sulla scrittura, ma soprattutto felici opportunità di discussione e dialogo sui tanti temi e spunti che le pagine dei libri sanno da sempre offrire. Gli incontri diventano motori di relazione e coesione tra studenti e autori, in cui il confronto tra idee e pensieri molteplici e diversi tra loro trova accoglienza, ascolto e occasione di approfondimento. Grazie al clima di collaborazione che si crea nella dimensione intima e accogliente delle classi, ogni adozione si presenta unica e irripetibile, avvalorata dalla possibilità, per le autrici e gli autori adottati, di poter sfruttare il tempo a disposizione in completa libertà e creatività, dedicando uno spazio anche ai propri libri, che vengono dati in dono a ciascun studente. Gli appuntamenti accompagnano bambine, bambini, ragazze e ragazzi sulla strada della formazione di uno spirito critico e di una capacità di riflessione, per aiutarli ad appropriarsi di un loro personale sguardo sul mondo.

  • “Benvenuti a casa”: bando per l’housing sociale al Sud

    “Benvenuti a casa”: bando per l’housing sociale al Sud

    9 Febbraio 2026

    L’iniziativa è promossa dalla Fondazione con il Sud, si rivolge al Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e mette a disposizione 5 milioni di euro per sostenere progetti sperimentali di contrasto della povertà abitativa nel Sud Italia, per favorire autonomia e stabilità. Scade il 28 maggio 2026.

    Mercoledì 25 marzo sarà trasmessa online la presentazione tecnica del bando.

    Torna con la seconda edizione “Benvenuti a casa”, il bando promosso dalla Fondazione con il Sud per sostenere progetti sperimentali che contrastino la povertà abitativa nelle regioni del Sud Italia, proposti dalle organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sardegna e Sicilia. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 5 milioni di euro e sarà possibile presentare le proposte progettuali fino al 28 maggio 2026.

    Mercoledì 25 marzo alle ore 10 sarà trasmessa online la presentazione tecnica del bando. Per partecipare è necessario iscriversi compilando il seguente Google form entro lunedì 23 marzo.

    Il bando ha l’obiettivo di promuovere, attraverso pratiche sostenibili di housing sociale e welfare comunitario, l’autonomia e la stabilità abitativa di persone e nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.

    SCARICA IL BANDO >>

    “La casa è il presupposto fondamentale per costruire percorsi di dignità, autonomia e inclusione sociale”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud. “Con la seconda edizione di questo bando la Fondazione vuole rimarcare l’importanza di intervenire in questo ambito, non solo per rispondere ai bisogni immediati di chi vive in condizioni difficili, ma anche per promuovere un cambiamento strutturale che renda il diritto alla casa più accessibile e quanto più possibile stabile per tutti. Il Terzo settore, grazie alla sua presenza radicata nei territori e alla conoscenza diretta dei bisogni delle comunità, insieme alle istituzioni e agli attori del territorio può giocare un ruolo decisivo nella promozione di modelli di housing sociale innovativi e sostenibili che siano capaci di rispondere al bisogno abitativo e di contrastare le disuguaglianze che ancora segnano profondamente soprattutto le regioni del Sud, sia nelle aree interne che nelle grandi, medie e piccole città».

    Secondo dati Istat, il 9,8% della popolazione italiana vive in condizioni di povertà assoluta, per un totale di oltre 5,7 milioni di persone e oltre 2,2 milioni di famiglie, con l’incidenza più alta nel Mezzogiorno, con oltre 886mila famiglie (10,5%). Quasi la metà delle famiglie povere vive in affitto, con un’incidenza del 22,1% contro il 4,7% di quelle che possiedono case di proprietà. Il fenomeno è particolarmente marcato nel Sud Italia, dove gli affittuari in povertà assoluta rappresentano il 24,8% (circa 346mila famiglie). Le criticità non riguardano solo l’accesso alla casa, ma anche la qualità delle abitazioni. Dati recenti mostrano che il 5,6% degli italiani vive in condizioni di grave deprivazione abitativa e al Sud la situazione è ancora più preoccupante. Rispetto a una media nazionale del 22% di edifici in cattive condizioni, in 7 capoluoghi, tutti del Mezzogiorno, la quota supera il 50%: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli. Accanto a queste criticità, l’Italia continua a registrare un elevato numero di persone senza dimora (sono oltre 96mila secondo gli ultimi dati disponibili), oltre a una diffusa presenza di abitazioni vuote o inutilizzate: nelle regioni del Mezzogiorno la quota di alloggi non occupati supera il 40% a Reggio Calabria e il 39% a Messina, contro valori inferiori al 15% nelle città del Nord.

    Saranno sostenuti progetti in grado di promuovere modalità abitative inclusive e sostenibili, incrementando l’offerta abitativa esistente attraverso l’individuazione di nuovi alloggi integrati nel tessuto urbano e sociale. In questo modo sarà anche possibile valorizzare il patrimonio immobiliare, pubblico o privato, inutilizzato o sottoutilizzato, contribuendo alla rigenerazione dei territori in un’ottica di sostenibilità ambientale.

    I progetti dovranno inoltre promuovere percorsi individualizzati per accompagnare le persone nell’uscita dalla marginalità e per rafforzare le capacità di vita indipendente e di autonomia, anche economica, favorendo al contempo relazioni sociali e interpersonali positive. Sarà, inoltre, fondamentale, promuovere comunità più inclusive e sensibili al tema del disagio abitativo in cui relazioni di prossimità, reti di vicinato, volontariato e mutuo aiuto favoriscano l’integrazione delle persone, contribuendo al superamento dei pregiudizi che spesso interessano i proprietari di immobili.

    Il bando si articola in due distinte fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento; una successiva seconda fase di progettazione esecutiva, volta ad arricchire e rendere la proposta pienamente coerente con gli obiettivi del bando.

    Le partnership progettuali dovranno essere composte, oltre che dal soggetto responsabile, da almeno altre 2 organizzazioni, di cui 1 appartenente al mondo del terzo settore.

    Nei progetti potranno essere coinvolti altri enti del terzo settore, istituzioni (comuni, regioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, agenzie sociali per la casa, centri per l’impiego, etc.), imprese, enti religiosi, agenzie immobiliari, amministratori di sostegno, favorendo la collaborazione con enti proprietari di immobili per aumentare la disponibilità di alloggi disponibili.

    Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente on line, entro il 28 maggio 2026 attraverso il portale Chàiros. 

    Con la precedente edizione del bando la Fondazione con il Sud ha finanziato con oltre 4 milioni di euro 10 progetti per il contrasto della povertà abitativa nelle regioni del Sud Italia.

    SCARICA IL BANDO >>

  • Riapre dopo 40 anni il Supercinema di Napoli Est

    Riapre dopo 40 anni il Supercinema di Napoli Est

    4 Febbraio 2026

    Napoli, periferia Est, per oltre quarant’anni il portone dell’Ex Supercinema di San Giovanni a Teduccio è rimasto chiuso. Un edificio al centro del quartiere, affacciato su uno degli assi principali dell’area orientale di Napoli, che ha continuato a esistere nella memoria collettiva più che nella vita quotidiana. Oggi quel luogo diventa un bene comune – ovvero di tutta la comunità – e torna al centro di un progetto concreto di riqualificazione e riapertura: si chiamerà SuperNest, un polo multi-culturale pensato per restituire al territorio uno spazio pubblico e accessibile.

    SuperNest è il progetto di recupero dell’Ex Supercinema di Corso San Giovanni a Teduccio 376–378, storica sala di quartiere attiva tra gli anni ’50 e ’70 e chiusa definitivamente a seguito dei profondi cambiamenti economici e sociali che hanno investito l’area a partire dagli anni ’80. L’immobile, acquisito dal Comune di Napoli e rimasto a lungo inutilizzato, viene oggi riconsegnato alla città attraverso un intervento che coniuga riqualificazione architettonica, programmazione culturale e lavoro di comunità.

    Il progetto è ideato e promosso da NEST Napoli Est Teatro, realtà sociale e culturale nata e cresciuta a San Giovanni a Teduccio che dal 2014 ad oggi ha trasformato una palestra dismessa in un teatro stabile da 94 posti, fondato e diretto da Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino e Adriano Pantaleo. Una scommessa vinta per un teatro ormai riconosciuto a livello nazionale, fondato sull’integrazione tra produzione artistica, formazione, inclusione sociale e responsabilità civile, del quale il SuperNest rappresenta la naturale evoluzione. La riapertura del SuperNest è promossa con il supporto strategico di Est(ra)Moenia, associazione a sostegno di un modello sperimentale di rigenerazione urbana che parte dal coinvolgimento delle comunità.

    È attiva fino al 31 marzo 2026 la prima campagna di crowdfunding per contribuire agli interventi di riqualificazione dello spazio e alla partenza delle attività sulla piattaforma Produzioni dal Basso: Fondazione con il Sud è il primo sostenitore della campagna con un contributo di 100mila euro, un riconoscimento dell’ampio valore culturale e sociale del progetto. La campagna prevede più fasi di raccolta e promozione e una serie di benefit e di azioni partecipate per chi sceglierà di sostenerla che saranno rese pubbliche nel corso del 2026: www.produzionidalbasso.com/project/riaccendiamo-il-supercinema-nasce-supernest

    “Il Supernest, ex Super Cinema di San Giovanni a Teduccio è chiuso da 44 anni. Questo luogo vive nel desiderio, nella memoria e nella volontà di un quartiere – spiega Francesco Di Leva – che non ha mai smesso di immaginarlo aperto. Questo non nasce dal sogno di un singolo, ma da quello di un’intera comunità. Nasce da un collettivo di artisti, cittadini, operatori culturali che ha scelto di guardare alla bellezza come arma culturale, come atto di resistenza e di riscatto. Dopo l’esperienza del NEST, che ha dimostrato come un presidio culturale possa trasformare un territorio, il Supernest vuole essere un amplificatore: non un doppione, ma uno spazio capace di moltiplicare, accogliere e far crescere tutto ciò che di buono è già accaduto. Un luogo dove le energie culturali non si sommano soltanto, ma diventano esponenziali. Immaginiamo un teatro e un cinema di tutti. Uno spazio con quattro sale tre interne e una all’aperto capace di ospitare una programmazione trasversale: teatro, cinema, musica, arti visive, formazione, incontri, sperimentazione. Un luogo aperto nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, ma con uno sguardo campano, nazionale e internazionale. Il Supernest vuole dialogare con i nuovi abitanti del quartiere studenti, giovani, ricercatori e diventare un punto di incontro reale tra chi vive, studia e attraversa questo territorio. Ci ispiriamo a modelli di spazi culturali integrati come la Fábrica de Arte Cubano, luoghi capaci di essere allo stesso tempo popolari e radicali, inclusivi e visionari. L’impatto del Supernest non è solo culturale, ma socio-urbanistico: un edificio che torna a vivere genera sicurezza, lavoro, relazioni, identità, riattiva le strade, produce economia culturale, restituisce dignità a un pezzo di città rimasto troppo a lungo in silenzio”.

    “In un’epoca in cui le piattaforme tv hanno sostituito le sale cinematografiche e il divano di casa ha preso il posto dell’esperienza collettiva del grande schermo, abbiamo accettato con entusiasmo di sostenere la rinascita del cinema SuperNest di San Giovanni a Teduccio, a Napoli Est. – spiega Stefano Consiglio, Presidente Fondazione con il Sud – Non solo per il valore storico, ma soprattutto per il ruolo sociale che questo polo multiculturale potrà avere nel quartiere. Apprezziamo il progetto per la volontà di rappresentare un luogo di aggregazione rivolto ai giovani del territorio e alle tante associazioni che vi operano da anni. Un cinema è molto più di un film: è un ponte tra generazioni, una risorsa per la comunità, uno strumento di sviluppo economico per il territorio stesso. È un progetto ambizioso che parla di rigenerazione urbana, bellezza, cultura, leggerezza, educazione alla legalità, per il quale occorre un contributo corale. Per questo, auspichiamo che in molti, al fianco la Fondazione con il Sud, accolgano l’invito ad aderire alla campagna di crowdfunding”.


    SuperNest – I numeri e l’accessibilità

    SuperNest riapre dopo 44 anni di chiusura, era attivò negli anni ‘50 e ’70 del secolo scorso. La sua estensione è di 2000 mq in totale. L’ex sala cinematografica sarà anche 1 teatro, oltre a diventare 1 polo culturale e sociale modulare, articolato in 3 sale: 1 sala principale da 300 posti e 2 sale da 100 posti, 1 cortile e 1 terrazzo tra spettacoli, cinema d’autore, musica, formazione, attività di comunità, co-working e – durante la stagione estiva – eventi all’aperto. Il SuperNest è in una posizione altamente strategica per attivare un ulteriore step di rigenerazione dell’area orientale di Napoli al centro negli ultimi 10 anni di una straordinaria trasformazione: il polo è a soli 300 metri di distanza dalla sede della iOS Academy della Federico II, a 350 metri dalla Stazione Ferroviaria di San Giovanni-Barra, a meno di 900 metri dalla spiaggia pubblica. Il progetto di riqualificazione prevede una forte attenzione all’accessibilità universale, intesa come principio strutturale e non accessorio: percorsi senza barriere, ascensori, servizi accessibili, posti riservati, segnaletica chiara e una programmazione che includa strumenti di accessibilità come sottotitoli, LIS, audiodescrizioni e appuntamenti sensory-friendly. La prima fase della campagna di crowdfunding ha come obiettivo la raccolta di 200 mila euro, la donazione minima è di 5 euro fino a donazioni libere senza limiti.

    Le donazioni vanno effettuate sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

  • Posizione aperta: data e information specialist

    Posizione aperta: data e information specialist

    20 Gennaio 2026

    La Fondazione con il Sud è un ente privato che seleziona, finanzia e accompagna interventi di impatto sociale realizzati dagli enti del terzo settore. È sostenuta dalle fondazioni di origine bancaria aderenti ad Acri ed è, per tramite della sua controllata ‘Con i bambini’, ente attuatore del Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile.

    All’interno della direzione generale, il profilo ricercato assumerà le funzioni di data analysis con lo scopo di integrare, nei processi di erogazione finanziaria della Fondazione, un approccio data-driven e di rendere disponibili dati e analisi relativi ai fenomeni sociali oggetto degli interventi della stessa. Inoltre la funzione di data analysis si occupa anche del lavoro di georeferenziazione di dati e informazioni rilevanti sulle pratiche territoriali di interesse.

    Tra le attività affidate alla funzione di data analysis si possono elencare, a titolo esemplificativo:

    • l’elaborazione e il trattamento dei dati interni per la produzione della reportistica verso la direzione e le funzioni apicali;
    • l’acquisizione, normalizzazione e interpretazione di dati, provenienti da fonti esterne e interne, per ottimizzare l’utilizzo del patrimonio informativo, compreso in primis quello raccolto tramite la propria piattaforma (‘Chàiros’) che la Fondazione con il Sud utilizza per la valutazione e il monitoraggio dei progetti;
    • la gestione di un datawarehouse e di una filiera ETL stabile che, integrando fonti interne ed esterne, possa fornire output utili a vari livelli dell’organizzazione, quali, ad esempio, dashboard e mappe georeferenziate;
    • la gestione di collaborazioni con partner tecnici e istituzioni, in particolare nell’ambito della ricerca e dell’università, per analisi e ricerche nel settore socio-educativo.

    La funzione, inquadrata nell’area direzione all’interno dell’ufficio “sistemi informativi”, lavora in stretta collaborazione con le aree ‘attività istituzionali’, ‘comunicazione’ e ‘amministrazione’. Essa, coordinandosi con l’analoga funzione incardinata nell’area direzione della controllata Con i bambini e gestendo a tal fine il team di fornitori tecnici specializzati, è responsabile dei progetti di sviluppo delle infrastrutture dedicate alla data analysis.

    Profilo ricercato

    Il profilo ricercato deve possedere tutti o buona parte dei seguenti requisiti:

    • laurea magistrale in data science, informatica, ingegneria, economia o ambiti affini;
    • conoscenza (legate a precedenti esperienze in tale ambito) delle principali metodologie per la gestione, manipolazione e analisi dei dati tramite i principali linguaggi di programmazione (preferibilmente Python e SQL);
    • conoscenze di base (legate a precedenti esperienze in tale ambito) nella progettazione e gestione di un data-warehouse e dei relativi flussi ETL;
    • conoscenze (legate a precedenti esperienze in tale ambito) di data e information management, con attenzione a organizzazione, qualità e documentazione dei dati;
    • conoscenza di almeno uno strumento di reporting (PowerBi, Tableau, etc.);
    • capacità di predisposizione di presentazioni, report, note di lavoro e testi divulgativi;
    • caratteristiche personali: capacità di lavorare in squadra e in modo collaborativo, interesse per gli ambiti sociali di applicazione delle nuove tecnologie, orientamento all’innovazione organizzativa e tecnica.

    Verranno inoltre valutati positivamente:

    • conoscenza delle tecnologie GIS (la Fondazione utilizza i programmi ArcGIS per la produzione di mappe georeferenziate);
    • conoscenze delle principali tecniche di web scraping per la raccolta di dati da fonti online;
    • conoscenza del terzo settore e degli ambiti sociali di intervento previsti dal Codice del terzo settore;
    • conoscenza ottima della lingua inglese;
    • conoscenze metodologiche nel campo della ricerca sociale e della valutazione d’impatto;
    • disponibilità a mobilità in ambito nazionale e, più raramente, internazionale.

    Cosa offre la Fondazione con il Sud 

    L’inquadramento, la retribuzione e la tipologia contrattuale saranno proposti ai candidati che corrispondano al profilo ricercato a valle degli eventuali colloqui conoscitivi, in relazione anche all’esperienza effettivamente maturata e alle competenze possedute.

    A tutti i dipendenti della Fondazione con il Sud è applicato il contratto nazionale dei servizi e del commercio.

    La sede di lavoro è Roma. Dopo un primo e congruo periodo di inserimento e formazione, è prevista la possibilità di attivare, secondo tempi e modalità concordate con la direzione, forme di lavoro flessibile (smart working).

    Si svolgono, in presenza e/o da remoto, regolari attività di formazione e, in presenza a Roma o outdoor, attività di team building.

    Come candidarsi

    Per candidarsi è necessario compilare entro il 26 febbraio 2026 il form disponibile a questo link, allegando:

    • il proprio CV (non superiore a 3 pagine);
    • una lettera motivazionale di presentazione (non superiore a una pagina);
    • un documento di identità valido.

    È inoltre possibile e facoltativo allegare una lettera di accompagnamento del proprio CV (non superiore a una pagina, utilizzando l’apposito campo del form) con la descrizione delle esperienze pregresse e delle competenze possedute, con particolare riferimento ai requisiti richiesti.

    Il processo di selezione potrà articolarsi in più momenti, tra cui colloqui e prove pratiche, volti a verificare il possesso dei requisiti richiesti.

    Saranno contattati solo i candidati e le candidate con un profilo in linea con i requisiti del presente annuncio.

    Per ogni informazione, è possibile contattare la Fondazione con il Sud all’indirizzo e-mail [email protected]

  • Parole di partecipazione attiva

    Parole di partecipazione attiva

    14 Gennaio 2026

    Foto da Vita.it
    Foto da Vita.it

    Parole di partecipazione attiva” è un ciclo di tre appuntamenti che rappresenta un passaggio fondamentale del percorso avviato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e da cheFare – Agenzia per la trasformazione culturale con la pubblicazione dell’omonimo e-book, che mette a disposizione di istituzioni, organizzazioni e operatori un patrimonio condiviso di concetti, pratiche e prospettive utili a leggere e sostenere la partecipazione nei diversi settori della società.

    Un lavoro di ricerca che, sintetizzato in dodici lemmi e arricchito dal contributo interpretativo di dodici esperti, ha delineato visioni e traiettorie possibili per comprendere la partecipazione come processo complesso e trasformativo. Oggi questo patrimonio esce dalla dimensione editoriale e diventa occasione di incontro, confronto e ascolto attraverso un ciclo di appuntamenti pubblici in diverse città italiane, pensato per mettere le parole alla prova dei contesti e alimentare un dialogo aperto con i territori.

    Gli incontri sono un’occasione per portare le parole al centro della pubblicazione nel confronto pubblico, farle dialogare con i territori e continuare a costruire, insieme, pratiche di partecipazione consapevoli e trasformative. Il viaggio sarà accompagnato da VITA, raccontando le riflessioni emerse da ogni incontro e restituendo nuove sfumature di senso al verbo partecipare, contribuendo a far dialogare esperienze, idee e territori in un dibattito aperto e condiviso.

    I tre incontri dal vivo nascono dalla volontà di ampliare il dialogo e di mettere alla prova le riflessioni emerse dal percorso di ricerca in contesti concreti, caratterizzati da sfide, bisogni e traiettorie differenti. Ogni tappa è pensata come uno spazio di confronto tra istituzioniTerzo settore e attori locali, in luoghi che svolgono un ruolo attivo nella costruzione di pratiche partecipative, con l’obiettivo di rafforzare connessioni e generare nuove domande.

    Il primo appuntamento si terrà a Roma martedì 20 gennaio 2026, dalle ore 10:00 alle 13:00, presso la sede di ACRI – Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio e sarà dedicato al ruolo degli spazi come infrastrutture della partecipazione. In un contesto urbano in cui accesso, gestione e trasformazione degli spazi incidono direttamente sulla qualità della vita democratica, l’incontro offrirà strumenti di lettura e confronto su come luoghi fisici e simbolici possano attivare processi partecipativi inclusivi e generativi. Il dialogo sarà aperto da Matteo Bagnasco, responsabile Obiettivo Cultura della Fondazione Compagnia di San Paolo e da Bertram Niessen, presidente e direttore scientifico di cheFare, mentre l’introduzione sarà affidata a Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, che porterà le parole chiave potere, conflitto e alleanza. Seguiranno presentazioni di esperienze romane di utilizzo innovativo degli spazi, conclusioni a cura di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica alla Sapienza e direttore della rivista Tracce Urbane. La partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione, disponibile a questo link.

    Il secondo incontro è previsto per giovedì 12 febbraio 2026, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, a Venezia Mestre, presso M9 Museum (Sala M9Lab) e si concentrerà sul rapporto tra cultura e partecipazione come leva di coesione e cittadinanza attiva. In una città segnata da squilibri generati dai flussi turistici, il confronto si concentrerà sulle condizioni che rendono la partecipazione culturale accessibile e significativa per chi vive i territori, interrogando strumenti, pratiche e politiche capaci di rafforzare il ruolo delle comunità locali nei processi culturali. L’incontro si svolgerà in partnership con Fondazione di Venezia e Museo M9, con interventi della direttrice del Museo M9 Serena Bertolucci e voci dal mondo del Terzo settore e delle istituzioni pubbliche. Per partecipare è necessario iscriversi tramite il link dedicato.

    Il percorso si concluderà a Reggio Calabria martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 15:30 alle ore 19:00 presso il Parco Ecolandia – Area Terra, Sala Spinelli (Località Arghillà), con un incontro dedicato a legalità e partecipazione. All’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività, il dialogo metterà al centro il ruolo della partecipazione nei processi di rigenerazione, responsabilità condivisa e sostenibilità economica. L’incontro coinvolgerà soggetti che operano per restituire significato e nuovi contesti a questi spazi, con la partecipazione di Maria Rosaria Laganà, direttrice dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e di Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. Le iscrizioni all’evento sono aperte a questo link.

    Ulteriori approfondimenti sulla pubblicazione sono disponibili al seguente link >> “Parole, concetti e prospettive della partecipazione attiva”.

  • “Comunicare vuol dire fiducia”. Presentazione a Milano

    “Comunicare vuol dire fiducia”. Presentazione a Milano

    12 Gennaio 2026

    Il 20 gennaio a Milano la presentazione del libro di Fabrizio Minnella nell’ambito dell’evento: “La comunicazione imperfetta: il ruolo della filantropia tra informazione, comunicazione sociale e altri mondi”

    Qual è il compito della comunicazione e che ruolo svolge nei processi di cambiamento? Sono i due interrogativi alla base del libro “Comunicare vuol dire fiducia” di Fabrizio Minnella, edito da Rubbettino Editore, che verrà presentato il prossimo martedì 20 gennaio 2026, alle ore 17.30, a Palazzo Edison, a Milano.

    Il volume è un invito aperto a operatori, comunicatori, decisori pubblici e privati, imprenditori responsabili, studenti e cittadini attivi a ripensare la comunicazione come strumento generativo, capace di costruire fiducia e alimentare processi partecipativi di cambiamento.

    In particolare, l’evento sarà l’occasione per un confronto sul ruolo della filantropia per favorire una narrazione mainstream, tra informazione, comunicazione sociale e linguaggio cinematografico. L’autore Fabrizio Minnella, comunicatore e giornalista, è responsabile comunicazione della Fondazione con il Sud e dell’impresa sociale Con i bambini.

    A dialogare con l’autore saranno Francesca Magliulo, Direttrice Fondazione EOS; Elisabetta Soglio, Responsabile Buone Notizie del Corriere della Sera; Stefano Arduini, Direttore Vita; Stefano Consiglio, Presidente Fondazione con il Sud; Daniele De Michele, Regista e Scrittore

    Marco Girardo, Direttore Avvenire. A moderare l’evento saranno Dario Bolis, responsabile comunicazione di Fondazione Cariplo ed Elisa Furnari, presidente di Fondazione Èbbene/Member of Sport for Inclusion Network.