
10 Luglio 2026
Online il Bilancio di missione 2025
Sono disponibili online su www.bilanciodimissione.it il Bilancio di Missione della Fondazione con il Sud e il Bilancio sociale di Con i bambini, che raccontano le attività e i bandi…

10 Luglio 2026
Sono disponibili online su www.bilanciodimissione.it il Bilancio di Missione della Fondazione con il Sud e il Bilancio sociale di Con i bambini, che raccontano le attività e i bandi…

Sono disponibili online su www.bilanciodimissione.it il Bilancio di Missione della Fondazione con il Sud e il Bilancio sociale di Con i bambini, che raccontano le attività e i bandi promossi nel corso dell’anno. I bilanci sono interamente navigabili sul sito dedicato, con informazioni e contenuti facilmente accessibili e condivisibili.
Nel corso delle sue attività (2007-2025), la Fondazione con il Sud ha deliberato l’assegnazione di 2.035 contributi per un valore di oltre 335,5 milioni di euro. Ha promosso oltre 1.900 iniziative al Sud – tra cui la nascita delle prime 7 fondazioni di comunità meridionali (nel Centro storico e nel Rione Sanità a Napoli, a Salerno, a Benevento, a Messina, nel Val di Noto, ad Agrigento e Trapani) – coinvolgendo 7.600 organizzazioni diverse, tra non profit, enti pubblici e privati. Nel 2025 sono state sostenute 114 nuove iniziative con oltre 17 milioni di euro.
Il 2025 si è concluso con un avanzo di esercizio di circa 37,8 milioni di euro. Lo stanziamento complessivo di risorse per il 2025 è di 20,5 milioni di euro, provenienti dalla destinazione dell’avanzo di esercizio.
Per il triennio 2025-2027 la Fondazione con il Sud ha individuato la rigenerazione demografica come obiettivo prioritario strategico e ha pubblicato nel 2025 il bando “Riabitare il Sud”. L’immagine del Bilancio di Missione 2025 della Fondazione con il Sud è quella della campagna nazionale di comunicazione partecipativa “Sud Vivo” dedicata proprio al tema dello spopolamento, lanciata a giugno e nel corso dell’anno in cui ricorre il ventesimo compleanno della Fondazione.
Lo spopolamento riguarda tutto il Paese, ma è particolarmente significativo al Sud. Non solo aree interne, ma anche città e luoghi costieri. I numeri parlano chiaro: dal 2001 il Sud ha perso 730 mila persone ed entro il 2080 rischia di averne 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta.
Non esistono ricette magiche e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro. Occorre una visione nuova e condivisa, una forte reazione contraria alla rassegnazione, non possiamo lasciare i sindaci da soli, adulti, anziani e giovani senza alcuna prospettiva credibile. Nessuno si salva da solo.
La campagna “Sud Vivo” nasce anche per questo: abbattere il muro della solitudine e creare alleanze, non solo al Sud ma soprattutto “con” il Sud, agendo nell’ottica della coesione nazionale. L’obiettivo della campagna è costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud. L’intento è passare dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità, facendo emergere e mettendo in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto del fenomeno.
La campagna è aperta a tutti. Invitiamo istituzioni, comuni, imprese, fondazioni, terzo settore ad aderire come partner e cittadini e giovani a raccontare “storie collettive” legate al nascere, restare, tornare, arrivare al Sud.
Consulta i bilanci sul sito dedicato: www.bilanciodimissione.it

La Fondazione con il Sud promuove una nuova edizione del bando dedicato al volontariato, rivolto a organizzazioni di volontariato (odv) e associazioni di promozione sociale (aps) di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’iniziativa si inserisce nella strategia triennale 2025-2027 della Fondazione con il Sud, il cui principale obiettivo è contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni delle aree interne del Mezzogiorno con popolazione residente non superiore a 5000 abitanti, valorizzando il ruolo del volontariato come presidio sociale di prossimità.
Il sostegno non è legato alla presentazione di una proposta progettuale, ma intende consolidare e sviluppare le attività ordinarie di volontariato, favorendo anche il coinvolgimento di giovani e donne sia nella base associativa sia negli organi di governance delle organizzazioni.
L’iniziativa mette a disposizione 4 milioni di euro e per partecipare c’è tempo fino al 30 settembre 2026. Le richieste di sostegno dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Chàiros, accessibile dal sito www.fondazioneconilsud.it
Saranno selezionate le organizzazioni più valide e capaci di generare valore sociale ed impatto sul territorio.
“Il nuovo bando sul volontariato si inserisce pienamente nella strategia della Fondazione per il triennio 2025-2027, che ha tra gli obiettivi principali il contrasto al fenomeno dello spopolamento nel Mezzogiorno”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud. “Nelle aree interne del Sud Italia, caratterizzate da una progressiva desertificazione demografica, il volontariato svolge una funzione essenziale di presidio sociale: mantiene vivi i legami comunitari, contrasta l’isolamento di persone e territori e promuove percorsi concreti di rigenerazione. Intendiamo sostenere queste organizzazioni che, con notevole capacità di adattamento, ridefiniscono priorità e modalità di intervento in risposta ai bisogni emergenti, sviluppando forme innovative di azione collettiva per rendere i piccoli comuni del Sud luoghi in cui si possa e si voglia continuare a restare e a vivere. Pur non essendo tra le regioni in cui la Fondazione interviene storicamente, questa edizione del bando è dedicata anche alle organizzazioni che operano nelle aree interne del Molise, che è tra i territori italiani che più soffrono a causa dello spopolamento”.
Attraverso i precedenti bandi dedicati al volontariato, la Fondazione con il Sud ha assegnato circa 33 milioni di euro per sostenere 442 iniziative al Sud e 6,4 milioni per finanziare le attività ordinarie di quasi 300 organizzazioni di volontariato meridionale.

Sottoscritto oggi a Roma, presso il Viminale, il Protocollo d’Intesa per la realizzazione dell’iniziativa “Rigenera Sud – Il Sud come campus accogliente per studenti dal mondo”, promossa dalla Fondazione con il Sud per consentire l’ingresso di studenti stranieri nelle università meridionali ai fini della formazione universitaria, per attivare percorsi di accoglienza, orientamento e studio degli stessi negli atenei meridionali aderenti. L’iniziativa intende inoltre rafforzare la collaborazione tra istituzioni ed enti del terzo settore che avranno la responsabilità di favorire i processi di inserimento sociale degli studenti nelle comunità dove sono localizzati i tre atenei coinvolti.
Il Protocollo triennale, che verrà avviato in via sperimentale per 15 studenti provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan, coinvolge, oltre alla Fondazione con il Sud, la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che insieme alla Fondazione cofinanzierà l’iniziativa per il tramite di Caritas Italiana, e i Ministeri dell’Interno, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAE), dell’Università e della Ricerca (MUR), le Università degli Studi della Calabria, di Messina e di Salerno.
Presenti alla firma: il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio; il sottosegretario della CEI don Gianluca Marchetti; i ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e degli Affari Esteri, Antonio Tajani; i rettori delle Università della Calabria e di Salerno, rispettivamente, il prof. Gianluigi Greco e il prof. Virgilio D’Antonio, e, per l’Ateneo di Messina, il prof. Giovanni Moschella, delegato della rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari.
Attraverso il Protocollo, la Fondazione con il Sud si impegna, in collaborazione con Caritas Italiana, a cofinanziare l’iniziativa “Rigenera Sud – Il Sud come campus accogliente per studenti dal mondo”, sostenendo in ciascuno dei tre territori un Ente di terzo settore in partenariato con le Università e altri attori locali. Il finanziamento supporterà gli studenti attraverso borse di studio fino ad un massimo di 36 mesi. Gli Enti del terzo settore e le Università della Calabria, di Messina e di Salerno, realizzeranno attività di accoglienza e inclusione sociale e culturale nonché di orientamento e inserimento lavorativo, in raccordo con il tessuto produttivo locale, per favorire la permanenza qualificata dei laureati nel Mezzogiorno.
“L’iniziativa Rigenera Sud rientra in una strategia più ampia della Fondazione con il Sud per promuovere la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica nel Mezzogiorno, che rappresenta il nostro obiettivo prioritario strategico per questo triennio” – ha sottolineato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. “Entro il 2080 al Sud rischiamo di essere 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta. Il protocollo firmato oggi con ministeri, università e CEI va esattamente in questa direzione. Negli ultimi ventidue anni il Sud ha perso 350 mila giovani laureati, 24 mila solo nel 2024. Ma la fuga dei cervelli inizia ancora prima della laurea. Nell’anno accademico, quasi 70 mila studenti meridionali (circa il 13% del totale del Sud) si sono iscritti in un ateneo del Centro-Nord. La mobilità è fisiologica, il problema è il flusso a senso unico, il grave deficit di attrattività dei territori meridionali. Proviamo a invertire la rotta creando alleanze, inserendo questo sforzo di rigenerazione in una visione più olistica di sviluppo e futuro del Sud e del Paese”.
La CEI, oltre a cofinanziare le borse di studio e i costi relativi all’iniziativa, favorirà l’avvio di un percorso di pre-selezione nei Paesi di origine attraverso le proprie strutture in Bangladesh e Pakistan, identificando candidati idonei in collaborazione con le Università partner; provvederà inoltre a garantire i servizi di inclusione sociale previsti dal programma attraverso le Caritas diocesane locali e altri ETS del territorio.
Il Ministero dell’Interno si impegna ad agevolare, nel rispetto della normativa vigente, la definizione delle procedure per il rilascio del permesso di soggiorno e a fornire supporto istituzionale alle attività di collaborazione con le Rappresentanze diplomatiche del Bangladesh e del Pakistan e con il MAE.
Leggi la notizia sul sito del Ministero dell’Interno >>
Il MAE si impegna a favorire, attraverso le proprie Rappresentanze diplomatiche del Bangladesh e del Pakistan, il rilascio dei visti per motivi di studio.
Il MUR si impegna a favorire la definizione dei criteri di selezione degli studenti stranieri e a fare da raccordo tra le iniziative delle Università della Calabria, Messina e Salerno, che garantiranno: l’iscrizione gratuita degli studenti per un periodo fino a un massimo di tre anni accademici; la disponibilità di posti letto, servizi di ristorazione, e tutoraggio amministrativo personalizzato; attività di orientamento e selezione degli studenti, in collaborazione con la Caritas Italiana e con le sue strutture presenti nei Paesi di origine.
Leggi la notizia sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca>>

I PROGETTI SARANNO SOSTENUTI CON 500 MILA EURO COMPLESSIVI.
GRANDE PARTECIPAZIONE AL BANDO: OLTRE 140 PROPOSTE DA ALTRETTANTE SOCIETA’ DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICHE “INSIEME” A PIU’ DI 300 ORGANIZZAZIONI DI TERZO SETTORE MERIDIONALI.
Beni comuni e territorio, legalità, diritti, nuove generazioni, cittadinanza attiva, comunità e spopolamento, oltre i luoghi comuni e pensiero femminile. Sono i temi sociali che saranno al centro del racconto dei 10 documentari che saranno realizzati grazie al sostegno di Fondazione con il Sud e Regione Puglia, attraverso Fondazione Apulia Film Commission, selezionati attraverso la terza edizione del “Social Film Production Con il Sud”. I progetti filmici racconteranno il nostro Sud attraverso i cambiamenti sociali, facendo incontrare imprese cinematografiche e Terzo settore per un racconto coerente e capace di superare gli stereotipi, rivolto al grande pubblico.
Oltre 140 le proposte ricevute da altrettante società di produzione cinematografica (quasi 7 su 10 meridionali, il resto del centro nord e 2 estere), con il coinvolgimento di più di 300 organizzazioni di terzo settore di tutte le regioni meridionali.
Di seguito l’elenco dei dieci progetti selezionati, con le province di riferimento dei partner:
“SICILIA HOTSPOT – Il fronte mediterraneo della crisi climatica” di Michelangelo Mignosa (SKYLIGHT ITALIA SRL con Nocicinema aps, AssoCEA Messina APS e CO.P.E. – Cooperazione Paesi Emergenti di Catania), sul tema beni comuni e territorio
“FUORICAMPO un condominio a cielo aperto” di Antonio Bellia e Davide Gambino (DEMETRA PRODUZIONI SAS di Antonio Bellia &C. con le organizzazioni palermitane Palma Nanna coop. soc., Ass. Comitato Addiopizzo, Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci) sui temi cittadinanza attiva, nuove generazioni, beni comuni e territorio, legalità
“MASCHERE PER UN CARNEVALE” di Massimo D’Orzi (IL GIGANTE soc coop con la Proloco di Tricarico – Matera e la Proloco di Teana – Potenza) sui temi beni comuni e territorio, cittadinanza attiva
“ANCHE I BURATTINI NASCONO PICCOLI!” di Francesco Russo (LADOC SRL con le organizzazioni napoletane Un’infanzia da Vivere e Amici di Ideacittà), sui temi nuove generazioni e cittadinanza attiva
“FINO ALLA FINE DELLO SPECCHIO” di Cosimo Terlizzi (INTERVALLO FILM COOP. – IMPRESA SOCIALE con Lamia Santolina aps di Brindisi e Random aps di Lecce), sul tema beni comuni e territorio
“SPIRITO DELL’UTOPIA” di Cristina Felicetti (GANESH PRODUZIONI SRL con Don Vincenzo Matrangolo E.T.S. di Cosenza e Restiamo Umani O.D.V. (Yabasta!) di Napoli), sul tema diritti
“MINCHIA DI RE – Fiaba per un cavallo e un bambino” di Toni Trupia (LINEO MEDIA SRL con Fondazione Comunità di Danisinni ets e Circ’all ets di Palermo e Uisp Sicilia) sui temi nuove generazioni, cittadinanza attiva, beni comuni e territorio
“IL FILO DI EVA”, di Maria Iovine (KIMERA FILM SRL con E.V.A. SOCIETA’ coop. soc. ETS e C.A.R.L.A. (Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia) S.R.L. Impresa Sociale no profit di Caserta) sui temi oltre i luoghi comuni e pensiero femminile, beni comuni e territorio.
“I PACCIAMANTI” di Halil Metehan Akbas (KINE’ soc coop con LaboArt Tropea APS Kalabria Eco ETS di Vibo Valentia), sui temi beni comuni e territorio, comunità e spopolamento
“LA MAGIA DELL’ANELLO” di Chiara Idrusa Scrimieri (ARTETECA Ass Cult con APS Fattizze d’Arneo di Lecce e WWOOF Italia APS – Sezione PUGLIA), sul tema beni comuni e territorio.
I 10 progetti saranno sostenuti complessivamente con 500 mila euro (50 mila euro a progetto).
L’esame delle proposte è stato affidato a una Commissione composta da professionisti ed esperti con competenze complementari nei settori dell’audiovisivo, della comunicazione e dell’innovazione sociale: Graziella Bildesheim, Presidente della Commissione, produttrice indipendente ed esperta del settore audiovisivo; Luigi Abiusi, esperto di programmazione cinematografica e audience development, dipendente della Fondazione Apulia Film Commission; Elina Caroli, esperta di welfare culturale e valorizzazione dei patrimoni culturali immateriali, dipendente della Regione Puglia; Manuela Intrieri, esperta di comunicazione sociale, dell’Ufficio comunicazione della Fondazione con il Sud; Alessandro Guarasci, giornalista ed esperto di mobile journalism.
Nato nel 2017 dall’alleanza tra Fondazione con il Sud e Apulia Film Commission, il Social Film production Con il Sud rappresenta una sperimentazione unica in Italia: fa collaborare il mondo del cinema con il terzo settore per produrre opere capaci di raggiungere il grande pubblico. Con le prime due edizioni sono stati prodotti 20 titoli tra docufilm e cortometraggi. Le opere hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in festival nazionali e internazionali, approdando nelle sale, in TV e nelle scuole, contribuendo in modo efficace ad alimentare il dibattito sui vari temi affrontati, con centinaia di incontri sui territori e presso le istituzioni.
I documentari e cortometraggi attualmente sono disponibili su Amazon Prime Video e su Rai Play, contribuendo ad alimentare e qualificare una originale narrazione sul Sud e sul sociale verso l’opinione pubblica.
L’iniziativa, realizzata in modo congiunto e integrato dalla Fondazione con il Sud e da Fondazione Apulia Film Commission, è co-finanziata pariteticamente dalla Regione Puglia a valere su risorse del programma regionale per il Welfare culturale e con risorse private dalla Fondazione con il Sud.
“Con la pubblicazione delle graduatorie della terza edizione di Social Film Production Con il Sud prende il via un nuovo percorso di racconto, ascolto e rappresentazione del Mezzogiorno. I dieci documentari selezionati attraverseranno temi centrali del nostro presente restituendo la complessità e la vitalità del Sud oltre ogni luogo comune. Apulia Film Commission è orgogliosa di contribuire a una narrazione del Mezzogiorno autentica, plurale e contemporanea. Come già avvenuto nelle precedenti due edizioni, il Sud che emergerà non sarà un paesaggio immobile, ma un laboratorio di comunità, diritti, creatività e futuro”.
Anna Maria Tosto, Presidente Apulia Film Commission
“Il progetto Social Film Production Con il Sud nasce dall’alleanza tra Fondazione Con il Sud e Regione Puglia, che insieme finanziano l’iniziativa, e da Apulia Film Commission, che la realizza e la porta sui territori con competenza e visione. L’amministrazione regionale investe in questo progetto 300 mila euro del proprio programma di welfare culturale perché è convinta che un cinema capace di raccontare il Sud senza stereotipi, di restituire dignità ai territori e dare voce a chi non ce l’ha è uno strumento di coesione sociale. I dieci progetti selezionati parlano di beni comuni, legalità, diritti, spopolamento, nuove generazioni, pensiero femminile. Non sono temi residuali: sono le crepe e le energie del Sud di oggi. Non è un caso che questo progetto metta insieme cinema e terzo settore: sono i due mondi che meglio sanno stare dentro la realtà delle comunità, e da cui vogliamo ripartire per costruire una narrazione sul Mezzogiorno e sui nostri territori autentica e attuale”.
Silvia Miglietta, Assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia
“Raccontare i cambiamenti sociali al Sud, in modo autentico e coerente, andando oltre gli stereotipi e le semplificazioni, rappresenta un atto politico e civile e non solo di comunicazione, una necessità. Far incontrare e collaborare il mondo del cinema con quello del terzo settore attraverso il Social film production con il Sud, vista la grande risposta al bando che prosegue da quasi dieci anni e i risultati raggiunti dai film prodotti, è stata una felice intuizione e rappresenta ancora una straordinaria innovazione sociale che dovrebbe diventare di sistema. I venti docufilm prodotti con le precedenti edizioni, attraverso i festival, le sale, le piattaforme, i canali tv e le numerose centinaia di incontri e confronto nelle piazze, nelle scuole, nelle associazioni, nelle istituzioni, hanno contribuito a promuovere valori sociali importanti e a far conoscere storie ed esperienze che ci riguardano da vicino. Non è un caso che i film abbiano ottenuto numerosi riconoscimenti del pubblico nei vari festival, tra cui la vittoria nel 2019 alla Festa del Cinema di Santa Subito di Alessandro Piva, e delle istituzioni tra cui le proiezioni di alcuni documentari promosse dalla Camera dei deputati. Speriamo ovviamente che anche questi nuovi dieci documentari abbiano lo stesso successo e siano accolti con lo stesso calore ed entusiasmo dei precedenti. La collaborazione decennale con la Regione Puglia e l’Apulia Film Commission è la dimostrazione di quanto siano necessarie e strategiche le alleanze pubblico – privato sociale e, visti i risultati raggiunti insieme, quanto siano funzionali al cambiamento”.
Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud
La graduatoria completa è disponibile sul sito della Fondazione Apulia Commission a questo link.

Nuova veste grafica e nuovi contenuti per promuovere il cambiamento al Sud
A otto anni dall’ultimo restyling, e in occasione del ventesimo anno di attività, la Fondazione con il Sud ripensa il sito istituzionale, con una nuova veste grafica, una maggiore usabilità e ulteriori contenuti. Una riorganizzazione che pone al centro non solo la missione della Fondazione e il “cosa fa”, ma anche il “come” e il “perché”, tenendo insieme la dimensione del racconto con l’esaustività delle informazioni.
Da un lato il nuovo sito risponde in maniera più precisa alle esigenze del terzo settore meridionale attraverso le opportunità di sostegno messe a disposizione dalla Fondazione, dall’altro il sito si rivolge a un pubblico nuovo, a enti pubblici e privati interessati a conoscere meglio il cambiamento in atto in tanti territori del Sud per facilitare la nascita di alleanze strategiche pubblico – privato sociale e una partecipazione più attiva e consapevole anche se mondo imprenditoriale.
Dati e contenuti sono stati organizzati per una fruizione facilitata: oltre 1.300 schede di progetto presenti sul sito, per esplorare le iniziative sostenute al Sud in ambiti e territori differenti, ma accomunate dalla stessa visione e approccio partecipativi allo sviluppo, capaci di coinvolgere più di settemila organizzazioni ed enti differenti, con la possibilità di approfondire le esperienze sui blog di ciascuna iniziativa. Sono presenti un centinaio tra iniziative e bandi promossi, attivi o conclusi, con filtri di ricerca che ne permettono una semplice consultazione e un supporto alla presentazione delle proposte di progetto. E poi notizie e approfondimenti, un’intera sezione dedicata al racconto delle esperienze sostenute, con “storie di cambiamento” raccontate da giovanissimi autori e oltre 10 mila articoli presenti nella sezione della rassegna stampa.
Uno spazio particolare è riservato ai “compagni di viaggio” della Fondazione, soci e partner che hanno creduto e credono nel processo partecipativo e nell’innovazione sociale come leve per la trasformazione positiva del territorio, per lo sviluppo delle comunità e il futuro non solo del Sud ma del Paese in un’ottica di coesione nazionale.
A breve sarà inoltre disponibile anche la nuova versione in lingua inglese del sito, per allargare ulteriormente l’audience internazionale interessata e rafforzare il dialogo e la collaborazione già in atto con le istituzioni e la filantropia internazionali.
Come tutte le novità, anche il sito non è esente da ulteriori miglioramenti, che naturalmente invitiamo tutti a segnalare.
Buona navigazione!
Fondazione con il Sud, con il supporto di UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica, avvia il progetto “Fare comunità insieme” per rafforzare il percorso di coprogettazione in corso nei quattro territori selezionati nell’ambito del bando “Riabitare il Sud” promosso dalla Fondazione con il Sud per contrastare lo spopolamento promuovendo interventi di rigenerazione demografica e di rilancio delle comunità locali.
Tra le 57 candidature pervenute in risposta al bando sono state selezionate quattro proposte che interessano: l’area delle Alte Madonie, in provincia di Palermo, e in particolare un territorio che comprende 7 piccoli comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula); una piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria e in particolare 3 comuni per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia); un’area del Cilento, in provincia di Salerno, che comprende 4 comuni per un totale di quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca); un’area del Sannio che comprende 10 piccoli comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, che si estendono nella provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).
Grazie al sostegno di UniCredit, con il progetto “Fare comunità insieme” la Fondazione potrà attivare un programma di accompagnamento specialistico rivolto ai quattro enti del terzo settore impegnati nella definizione dei progetti esecutivi. Le risorse disponibili consentiranno di offrire servizi di consulenza mirati, costruiti sui bisogni specifici emersi nei diversi territori, con l’obiettivo di garantire l’efficacia delle iniziative. Il percorso di accompagnamento contribuirà a rafforzare competenze, governance e capacità operative delle reti locali.
“Per affrontare sfide complesse come lo spopolamento e le sue cause è necessario costruire alleanze solide, capaci di mettere a sistema competenze, risorse e visioni – ha dichiarato il direttore generale della Fondazione con il Sud, Marco Imperiale. La collaborazione con UniCredit va in questa direzione e rafforza un percorso che punta a valorizzare il protagonismo delle comunità locali, accompagnandole nella definizione di interventi concreti e sostenibili. Crediamo che i risultati più significativi nascano proprio dalla capacità di lavorare insieme, creando le condizioni affinché le idee possano trasformarsi in opportunità di sviluppo durature e generare un impatto reale sulla qualità della vita delle persone e sul futuro dei territori del Sud. In questa fase di coprogettazione stiamo sostenendo i territori selezionati affinché possano costruire strategie integrate e interventi capaci di rispondere ai bisogni specifici delle comunità. Le aree interne del Mezzogiorno custodiscono energie, competenze e patrimoni che meritano di essere valorizzati: il nostro impegno è contribuire a creare le condizioni perché queste risorse possano tradursi in nuove opportunità di crescita, educazione, lavoro e inclusione sociale. Investire nella capacità delle comunità di immaginare e realizzare il proprio futuro significa rafforzare la coesione territoriale e favorire processi di sviluppo che possano generare benefici duraturi nel tempo”.
“UniCredit è al fianco dei territori, soprattutto dove le fragilità sono più profonde, sostenendo chi con spirito di iniziativa intende realizzare interventi di sviluppo delle comunità locali. Per questo, abbiamo scelto di sostenere il progetto ‘Fare comunità insieme’ grazie al Fondo Carta Etica di UniCredit, che rappresenta espressione concreta dell’impegno della banca verso persone e territori. Crediamo che il futuro del nostro paese passi dalla capacità di fare rete tra istituzioni, Terzo Settore e cittadini, trasformando idee e strategie in progetti concreti, capaci di valorizzare il capitale umano e generare nuove opportunità di lavoro. Per questo, siamo orgogliosi di contribuire a iniziative che promuovono inclusione, coesione sociale e crescita duratura per le nostre comunità ed in particolare per tutto il Sud Italia” ha dichiarato Annalisa Areni, Head of Clients Strategies di UniCredit.
La collaborazione con UniCredit rappresenta un ulteriore passo nell’impegno della Fondazione con il Sud a sostenere processi di sviluppo locale basati sulla partecipazione delle comunità e sulla crescita del terzo settore, creando le condizioni affinché i progetti possano trasformarsi in interventi duraturi.
“Fare comunità insieme” è reso possibile grazie al Progetto Carta Etica di UniCredit, un’iniziativa solidale legata all’utilizzo delle carte di credito “Etiche” da parte di clienti e dipendenti in Italia. Per ogni acquisto effettuato, UniCredit destina al Fondo Carta Etica il 2 per mille delle spese sostenute con queste carte, senza alcun costo per i titolari. Le somme raccolte vengono interamente destinate a iniziative di organizzazioni non profit impegnate a rispondere ai bisogni delle comunità. Si tratta di un modello unico nel panorama bancario italiano, che rende la solidarietà parte integrante del rapporto tra banca e territorio.

E’ partita la campagna di comunicazione partecipata Sud Vivo (www.sudvivo.it), finalizzata a costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, condividendo e valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud.
La campagna è promossa dalla Fondazione con il Sud in coerenza con il suo Piano triennale 2025-2027 con un duplice obiettivo: da un lato cambiare la narrazione dominante, passando da una lettura fatalistica e deresponsabilizzante dello spopolamento a una prospettiva di possibilità e rigenerazione; dall’altro attivare processi partecipativi, facendo emergere e mettendo in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto del fenomeno.
La partecipazione costituisce il principio guida dell’intera iniziativa, il cui pubblico non è solo destinatario del messaggio, ma parte attiva nella sua costruzione e diffusione: organizzazioni non profit, istituzioni, imprese, cittadini e comunità sono chiamati a essere protagonisti di un racconto collettivo. Attraverso la valorizzazione delle esperienze intercettate, la campagna intende contribuire a rendere il Sud un luogo attrattivo in cui sia possibile costruire prospettive di vita e di lavoro: per chi vi nasce, per chi sceglie di restare, per chi desidera tornare e per chi arriva da altri territori o Paesi.
Attraverso un form dedicato sul sito della campagna (www.sudvivo.it), organizzazioni non profit, istituzioni e imprese possono diventare partner della campagna, condividendo le loro iniziative di rigenerazione che troveranno spazio e visibilità sul sito e sui canali della campagna, mentre cittadini e associazioni possono condividere una storia collettiva di cambiamento di cui sono testimoni diretti e protagonisti.
Il futuro del Sud è un racconto condiviso, scriviamolo insieme
La prima edizione del Premio Comune Vivo se l’aggiudicano Portomaggiore (Ferrara), Collevecchio (Rieti), Santa Maria del Cedro (Cosenza) e Castiadas (Cagliari).
Il Premio Comune Vivo è promosso dalla Fondazione con il Sud in collaborazione con ANCI ed è rivolto ai comuni italiani che stanno invertendo il trend dello spopolamento, ovvero, che promuovono la rigenerazione demografica delle comunità di riferimento secondo le quattro dimensioni del nascere, restare, tornare, arrivare.
La premiazione si è tenuta questa mattina a Roma, nel corso di uno spazio dedicato presso il Forum PA 2026, alla presenza di Marialuisa Forte, Vice presidente nazionale Anci con delega su Mezzogiorno e politiche per la coesione territoriale e sindaca di Campobasso, di Stefano Consiglio Presidente della Fondazione con il Sud e dei sindaci dei comuni premiati.
Con il Premio “Comune Vivo”, prende il via ufficialmente la campagna nazionale di comunicazione partecipativa “Sud Vivo”, promossa dalla Fondazione con il Sud con l’obiettivo di costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud e la necessaria collaborazione pubblico-privato sociale. L’intento è passare dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità, facendo emergere e mettendo in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto del fenomeno. La campagna è aperta a tutti, invitando istituzioni, imprese, scuole, terzo settore ad aderire e a cittadini e giovani a raccontare “storie collettive” legate al nascere, restare, tornare, arrivare al Sud. (www.sudvivo.it)
La selezione dei comuni candidati è stata avviata partendo dai dati pubblici disponibili, elaborati nell’ambito della collaborazione della Fondazione con il Sud con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli. Nello specifico, il dataset di partenza comprende i 7.894 comuni italiani ed è costruito a partire da fonti ufficiali eterogenee (ISTAT, RUNTS, Ministero dell’Interno, Centri d’Italia, AGCOM). L’unione delle diverse fonti è il codice ISTAT a 6 cifre del comune (procom_6).
Tutti gli indicatori considerati mirano a individuare i comuni che hanno registrato un miglioramento. L’obiettivo non è stato quello di rilevare una condizione statica, ma la ‘direzione’ del cambiamento nel tempo, con riferimento a un anno base comune (il 2019, anno pre-pandemia), considerato punto di partenza del percorso di trasformazione. Sono stati innanzitutto selezionati i comuni tra i 1000 e i 20.000 abitanti che non perdono popolazione, e che aumentano la popolazione 0-4 anni. Sono stati poi selezionati tutti i comuni con scostamento dalle medie positivo su ognuna delle variabili dell’area tematica e, tra questi, sono stati selezionati i soli comuni classificati come Intermedio, Periferico o Ultra-periferico secondo la Classificazione delle Aree Interne 2021–2027. Successivamente, è stata avviata una valutazione di tipo qualitativo attraverso la ricerca di contenuti e notizie sul web e all’interno dei database per la rassegna stampa.
“L’iniziativa promossa da Fondazione con il Sud rappresenta un segnale importante: riconosce e valorizza quei piccoli comuni che, nonostante difficoltà strutturali, stanno invertendo il trend dello spopolamento – ha commentato la Vice presidente di Anci Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso. Parliamo di territori che affrontano sfide profonde — dallo svuotamento demografico all’invecchiamento della popolazione, dalla fragilità economica alla riduzione dei servizi essenziali. Sfide che nessuna amministrazione locale può sostenere da sola, soprattutto quando dispone di risorse limitate e personale insufficiente. Lo spopolamento non è solo un dato statistico: è un processo che indebolisce la capacità di una comunità di generare relazioni, iniziative economiche, servizi, opportunità. Per questo la società civile organizzata — associazioni, cooperative, volontariato, parrocchie, fondazioni, realtà culturali — è una risorsa decisiva. Conosce i territori, intercetta bisogni che spesso sfuggono alle istituzioni, mobilita energie e competenze. Collaborare è fondamentale per almeno due ragioni: perché la società civile sa leggere i bisogni emergenti con grande rapidità e perché, senza un’alleanza stabile tra pubblico e privato sociale, nessuna strategia di rigenerazione può durare nel tempo. Ma per collaborare servono fiducia, strumenti adeguati, organizzazioni solide e la capacità di misurare i risultati. Quando si dimostra che un progetto condiviso produce benefici concreti — servizi migliori, più partecipazione, nuovi posti di lavoro, recupero di spazi abbandonati — allora quella collaborazione diventa strutturale. Nelle aree interne del Sud questa alleanza può essere una leva decisiva contro il declino demografico e sociale. Non basta la buona volontà: servono visione, continuità e un impegno comune. Solo così la cooperazione può trasformarsi da episodio a infrastruttura stabile di governo locale, capace di generare futuro per le nostre comunità.”
“Lo spopolamento riguarda tutto il Paese, ma è particolarmente significativo al Sud. Non solo aree interne, ma anche città e luoghi costieri – ha sottolineato il Presidente della Fondazione con il Sud Stefano Consiglio. I numeri parlano chiaro: dal 2001 abbiamo perso 730 mila persone. Entro il 2080, rischiamo di essere 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta. Non esistono ricette magiche e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro. Ma occorre una visione nuova e condivisa, una forte reazione contraria alla rassegnazione, non possiamo lasciare i sindaci da soli, adulti, anziani e giovani senza alcuna prospettiva credibile. Nessuno si salva da solo. La campagna Sud Vivo nasce anche per questo: abbattere il muro della solitudine e creare alleanze, non solo al Sud ma soprattutto “con” il Sud, agendo nell’ottica della coesione nazionale. La collaborazione con Anci va in questa direzione e il Premio Comune Vivo è un segnale di fiducia e incoraggiamento. Attraverso la campagna partecipativa vogliamo condividere e promuovere le storie di chi sta già reagendo”.
L’indagine Fondazione con il Sud – Demopolis (Il futuro di chi?) presentata lo scorso anno, evidenzia come il 60% degli italiani ritiene lo spopolamento una priorità assoluta. Al Sud lo pensano quasi 7 cittadini su 10 e il 64% degli italiani ritiene che la collaborazione fra il Pubblico e il Terzo Settore migliora la gestione dei beni o lo sviluppo dei territori. Ed è stato proprio questo il filo rosso che ha legato le esperienze condivise durante l’incontro al Forum PA nate grazie al sostegno della Fondazione con il Sud e alla collaborazione con i Comuni e illustrate da Donatella Monteverdi, Assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Cristina Alga, Direttrice dell’Ecomuseo Mare memoria viva di Palermo ed Alessia Zabatino, esperta di sviluppo locale che collabora con la Fondazione con il Sud sul bando “Riabitare il Sud”. Attraverso questo bando sperimentale la Fondazione ha spronato i piccoli comuni e il terzo settore a collaborare e progettare insieme prospettive concrete di sviluppo locale, coinvolgendo 260 piccoli comuni e 200 enti di terzo settore e dando il via poche settimane fa a quattro co-progettazioni in altrettanti territori meridionali.
IL PREMIO
La prima edizione del Premio “Comune Vivo” ha decretato 4 premiati: un comune del Nord, uno del Centro e uno del Sud, a cui si aggiunge il premio con menzione speciale “Comune Vivo con il fiocco” .
Di seguito, i riconoscimenti del Premio.
PREMIO COMUNE VIVO (NORD)
Il premio va a Portomaggiore, comune di circa 12 mila abitanti in provincia di Ferrara. Il comune, da diversi decenni interessato dal fenomeno dello spopolamento, registra comunque dei segnali incoraggianti e uno scostamento positivo anche nelle nascite (Popolazione +3,2%; Popolazione 0-4 +6,0%). Portomaggiore, oltra alla presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, è interessato da iniziative di sviluppo locale, politiche di welfare territoriale e iniziative culturali e di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza.
PREMIO COMUNE VIVO (CENTRO)
Il premio va a Collevecchio, comune “periferico” di circa 1.500 abitanti in provincia di Rieti. Le serie storiche mostrano una tendenza all’invecchiamento, con un indice di vecchiaia che ha segnato un incremento negli ultimi decenni e una riduzione dell’incidenza della popolazione giovane. Dal 2019, anno base del Premio, si segnala uno scostamento positivo della popolazione residente e in particolare per i nuovi nati (Popolazione +5,0%; Popolazione 0-4 +83,4%). Oltre alla presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, il Comune è interessato da progetti di riqualificazione urbana e valorizzazione territoriale, in particolare volte a rendere il borgo un “campus diffuso”, offrendo alloggi a basso costo per studenti universitari e lavoratori in smart working.
PREMIO COMUNE VIVO (SUD)
Il premio va a Santa Maria del Cedro, comune di poco più di 5.200 abitanti in provincia di Cosenza, con un significativo scostamento positivo della popolazione e in particolare per le nuove nascite (Popolazione +1,4%; Popolazione 0-4 +7,7%; Popolazione straniera 4,9%), con presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione. Il Comune si caratterizza per la valorizzazione delle eccellenze agricole, con particolare riferimento alla filiera del Cedro DOP (Cedro di Santa Maria del Cedro), e turistiche: nel 2026 ha ottenuto la Bandiera Blu per il sesto anno consecutivo e risulta essere un attrattore per i grandi eventi. Nonostante la tendenza allo spopolamento, Santa Maria del Cedro è al secondo posto tra i comuni italiani più ricercati dagli acquirenti esteri (classifica 2025 di Gate-away.com, portale immobiliare per gli investitori stranieri che cercano casa in Italia). Il Comune ha ottenuto un finanziamento tramite il PNRR (Missione 4) per la costruzione o l’ampliamento di un asilo nido volto a migliorare l’offerta educativa per le famiglie del territorio.
PREMIO COMUNE VIVO CON IL FIOCCO
Il premio va a Castiadas, in provincia di Cagliari, comune classificato come periferico con una popolazione di poco superiore ai 1.700 abitanti, un alto tasso di case non occupate permanentemente (circa il 59%), ma con uno scostamento positivo per la popolazione 0-4 anni (Scostamento +3,6%).
Tra le misure pubbliche a favore dei comuni della Sardegna sotto i 5 mila abitanti, figura il sostegno alla natalità (per l’annualità 2026, un assegno mensile di 600€ per il primo figlio e 400€ per il secondo figlio, fino al compimento del quinto anno di età). Sul territorio si registrano investimenti per il miglioramento della qualità della vita e sul turismo, e una presenza di nuclei stranieri e in particolare provenienti dall’Africa. La locale squadra di calcio, il Castiadas Calcio, ha fatto parlare di sé per il suo carattere multietnico, accogliendo giocatori senegalesi e di altre nazionalità.
Guarda le foto dell’evento (credits: Eleonora Maggioni)
Con i bambini, l’impresa sociale che gestisce il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, costituita e interamente partecipata dalla Fondazione con il Sud, è alla ricerca di una figura senior da inserire nel proprio organico con il compito di sviluppare relazioni e partenariati internazionali.
La persona selezionata entrerà a far parte dell’area attività istituzionali, riportando direttamente al responsabile dell’area, e avrà il compito di accompagnare il percorso di internazionalizzazione di Con i bambini, contribuendo allo sviluppo di relazioni istituzionali, alla costruzione di partenariati e alla gestione delle iniziative internazionali.
In particolare, la risorsa dovrà:
Cerchiamo una figura senior con esperienza consolidata in contesti internazionali.
Ai fini della selezione, saranno valutate positivamente:
Il percorso di selezione potrà prevedere più colloqui conoscitivi.
L’inserimento avverrà con un contratto di lavoro regolato dal CCNL per i dipendenti del Terziario della distribuzione e dei servizi, stipulato da Confcommercio.
La retribuzione iniziale prevista si colloca in una fascia di RAL compresa tra 30.000 e 45.000 euro, da definire in base alle effettive competenze maturate dalla candidata o dal candidato.
La sede di lavoro è Roma, con possibilità di attivare in accordo con la direzione modalità di lavoro flessibile (giornate di smart working).
Con i bambini promuove inoltre regolari attività di formazione e iniziative di team building.
Per candidarsi è necessario compilare, entro e non oltre il 31 luglio 2026, il form disponibile a questo link, allegando:
È inoltre possibile e facoltativo allegare una lettera di accompagnamento del proprio CV (massimo una pagina, utilizzando l’apposito campo del form) con la descrizione delle esperienze pregresse, mettendo in evidenza quelle più rilevanti rispetto ai requisiti richiesti.
Saranno contattati solo i candidati ritenuti in linea con il profilo ricercato.
Con i bambini si riserva la facoltà di chiudere anticipatamente la selezione qualora vengano individuati profili idonei prima della scadenza prevista.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare Con i bambini all’indirizzo email [email protected].